LE MARCHE

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nov 13

13/11/2012  RssIcon

Il danno più grande che la crisi può fare è quello di lasciarci credere che un progetto è impossibile.

Prima di diagnosticarti una depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondato da idioti.

Il meccanismo, mutatis mutandis, è proprio quello descritto da questa frase molto di moda su facebook. Se le cose intorno a noi vanno male, siamo portati a pensare che vadano male anche dentro di noi. E in fondo è vero che il male è contagioso. Il punto però è che è contagioso anche il bene e dovremmo ricordarcene, per invertire il corso delle cose. Qualche mese fa ne ho avuto dimostrazione alla fiera Art & Tourism, che ha avuto luogo per la prima volta a Firenze nel mese di maggio. Alla fiera si respirava un clima che io conosco bene, perché è la regola aurea che anima da quasi quindici anni le attività di Paradise Possible: il senso di possibilità, la voglia di andare a meta, di inventare soluzioni impensabili utilizzando non solo la cosiddetta intelligenza laterale, ma anche – e soprattutto – l’umanità laterale, mi verrebbe da dire.

Il danno più grande che la crisi può fare è quello di lasciarci credere che la collaborazione è impossibile.

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Lo stand di Paradise Possible, “Le Marche, paradiso possibile”, è diventato in breve tempo un crocevia di tour operator, istituzioni, visitatori pieni di curiosità ed entusiasmo. Un crocevia fatto di molte persone e di poche cose. Lo stand si integrava perfettamente in una fiera che aveva tutti i connotati di un esperimento, eppure era già naturalissima nel suo impianto: cosa c’è di più “fisiologico” che collocare una fiera di arte e turismo a Firenze? Per i co-espositori coordinati dal nostro team, il comune di Ancona e la provincia di Pesaro e Urbino, è stato un successo. La nostra Travel Consultant, Daniela Giardinieri, non ha avuto un attimo di pace, impegnata com’era a smistare i visitatori interessati agli eventi promossi dalle due istituzioni: per la provincia di PU il Festival della Felicità e il Rossini Opera Festival, per il comune di Ancona il Festival Adriatico Mediterraneo e la rassegna Amo la Mole. È bastato poco (in realtà è moltissimo). È bastato sintonizzarsi sulla stessa frequenza, abbassare la maschera, aprire le braccia e prendere un respiro. Lavorare, in altre parole, a partire dalle risorse che abbiamo. Complementari, nel caso di Ancona e Pesaro-Urbino.

Il danno più grande che la crisi può fare è quello di lasciarci credere che la comunicazione è impossibile.

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Il capoluogo marchigiano ha presentato in fiera gli eventi di punta della sua estate, entrambi molto legati al suo territorio, al porto, al mare. La città di Ancona, a dispetto dell’antica vocazione commerciale e del fatto che il suo è il primo porto in Italia per traffico di veicoli e passeggeri, ha sempre custodito con una certa gelosia le sue bellezze. Ne Le Marche si usa dire che gli anconetani sono scontrosi e burberi, che vogliono tenere per sé i monumenti, le spiagge sorprendenti del Conero, i borghi sconosciuti. Da qualche anno a questa parte però la musica è cambiata: le iniziative del comune si integrano nel territorio valorizzandone le peculiarità ed inserendole in una rete di comunicazione culturale dal respiro internazionale. Il Festival Adriatico Mediterraneo e Amo la Mole hanno questa precisa vocazione. Il duomo romanico di San Ciriaco svetta sul colle Guasco e, come un faro accanto al faro (quello vero) veglia dall’alto una zona portuale che è diventata, in particolare con gli eventi della Mole Vanvitelliana, protagonista di una nouvelle vague dorica che prosegue anche durante le altre stagioni dell’anno.

Il danno più grande che la crisi può fare è quello di lasciarci credere che il cambiamento è impossibile.

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La provincia di Pesaro-Urbino, nota come “la provincia bella”, ha offerto a quanti hanno partecipato alla fiera la possibilità di conoscere un suo “cavallo di battaglia” e una grande novità. Le colline di Urbino (il cui centro storico è Patrimonio dell’Umanità UNESCO) e i panorami di Pesaro da secoli costituiscono lo sfondo sul quale si proietta una vita culturale fervida e avanzata e, in questo caso, la musica non è affatto cambiata. Come la corte dei Montefeltro patrocinò nel Rinascimento talenti assoluti dell’arte, del pensiero e dell’architettura, così anche oggi le istituzioni della provincia tengono viva l’attenzione sulla vita culturale della zona. Il Rossini Opera Festival e il modernissimo Festival della Felicità valorizzano da un lato un passato glorioso e dall’altro la precisa volontà di costruire un futuro illuminato per quanti vivano nelle Marche, in Italia e nel mondo intero: ad animare le inziative del festival è il dibattito internazionale sulla possibile misurazione dello stato di benessere del cittadino.

Il danno più grande che la crisi può fare è quello di lasciarci credere che una soluzione è impossibile.

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Dovete sapere che l’edizione dell’Art & Tourism di quest’anno è stata annullata, è successo pochi giorni fa. Ora, le cose sono due: possiamo arrenderci e buttare all’aria l’energia, la speranza, la vita che il progetto “Art & Tourism – Le Marche, paradiso possibile” ha prodotto sul nostro territorio ed oltre i suoi confini, oppure possiamo trovare una soluzione con la nostra intelligenza laterale, con la nostra umanità laterale. Possiamo arrenderci e dire “Impossibile!” o possiamo tenere gli occhi fissi sulla meta. Come immaginerete, la nostra filosofia ci impone di scegliere la prima delle due ipotesi. Siete dei nostri?

Il regalo più grande che la crisi può fare è quello di spingerci a smentire tutto ciò che ci ha fatto credere.

 

The Paradise Possible team

© Paradise Possible Communication
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1 comment(s) so far...


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Re: Le Marche e Art & Tourism: crisi e soluzioni possibili

complimenti per il linguaggio che usate nei vs articoli. Mi piace tantissimo. Si vede che é frutto di tanta conoscenza e della capacità di osservare ciò che non é immediatamente visibile.
Un caro saluto Milena

By Milena Foresi on   19/11/2012

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