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17/07/2012

Dice Wikipedia che il Panismo o sentimento panico della natura consiste in “una percezione molto profonda del mondo esterno (soprattutto se riferita a paesaggi naturali) che crea una fusione tra l'elemento naturale e quello più specificamente umano. Deriva dal nome Pan, dio greco dei boschi, ma dal momento che presuppone una concezione panteista del divino, lo si può far derivare anche dall'etimologia greca πάν (pàn), che significa "tutto", da cui probabilmente scaturisce la stessa terminologia del dio.”
Ebbene, esistono angoli ne Le Marche dove è possibile essere colti da tale sentimento; del resto, quale luogo meglio di un paradiso possibile può essere teatro della piena fusione tra uomo e natura? Una passeggiata a strapiombo sul promontorio del Monte Conero, un sentiero tra le campagne del Montefeltro, l’orizzonte sconfinato dei Sibillini: ce n’è abbastanza per lasciare a casa i tablet, gli smartphone, ognuna delle nostre corazze e ricordarsi che siamo parte di un tutto più grande.

Ma un paradiso che si rispetti non conosce confini, non delimita il suo spazio. Un paradiso che si rispetti è un campo aperto, un open field affacciato sul mare, come gli antichi campi inglesi. Dice sempre Wikipedia: “Nei campi aperti le terre di ciascun agricoltore non solo non sono separate da siepi, ma le decisioni sopra le coltivazioni di ciascuna zona sono prese in comune tra vicini, nel rispetto delle tradizioni.” Per questa ragione Paradise Possible strizza gli occhi e mette a fuoco territori lontani, come l’Irlanda dell’Ovest, la Cornovaglia e la Cumbria, seguendo proprio il richiamo di quel sentimento panico che abbraccia ogni cosa e fa di alcune parti del mondo un tesoro da scoprire. Ma allo stesso tempo guarda anche accanto a sé, fino a sfiorare con la punta del naso le regioni vicine, come l’Umbria o la Toscana, dove si è svolta la fiera Art&Tourism lo scorso maggio. Lo stand di Paradise Possible alla fiera è stato una metafora felice: un continuo via vai di persone, pronte a scoprire, conoscere, stupirsi; strette di mani, intrecci di storie e passioni, sorrisi generosi. Un panorama fatto di persone che viaggiano e danno vita a ciò che le circonda, traendone vita a loro volta. Perché continua ad essere l’umanità delle persone a fare la differenza.

L’uomo può essere ucciso, ma non sconfitto
dice Hemingway ne Il vecchio e il mare: le idee non possono morire, la speranza non può morire. Paradise Possible lavora all’insegna dell’apertura, sogna e realizza accordi con regioni vicine e lontane dove il suo viaggiatore possa ritrovarsi, riconoscendo sul cammino un filo rosso fatto di somiglianze sociali, di ricchezza culturale e di una natura stupefacente. E dove magari possa andare a caccia di vento e conoscere se stesso, ricollocandosi in un mondo naturale dal quale troppe volte un certo tipo di modernità degenerata lo allontana. Abbiamo bisogno del mare, di tanto tanto tantissimo mare per riconnetterci, che sia l’Adriatico, che ci troviamo in Irlanda, Cumbria o Cornovaglia poco importa. Abbiamo bisogno di combattere ad armi pari con il nostro Marlin, di lasciare che ci indichi la parte più autentica di noi, proprio come avviene al solitario Santiago, protagonista del romanzo di Hemingway. E dobbiamo tornare a riva attirati da un faro e con una Valigia piena di sogni.
The Paradise Trotter