LE MARCHE

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02/01/2012  RssIcon

animali_Paradise Possible_Le Marche

Una volta una persona mi ha consigliato: “Quando non sai cosa dire, di’ la verità.” La verità, in questo caso, è che negli ultimi giorni non ho avuto alcuna voglia di scrivere. Non ero impegnato a festeggiare il Natale o il Capodanno – che se festeggio la voglia di scrivere mi viene –, è che il mio cane quattordicenne è invecchiato all’improvviso, e la sua vecchiaia si è rubata il mio tempo e tanta parte delle mie e sue energie. Sarebbe un po’ banale e, mi auguro, superfluo dire a questo punto che “i cani sono come persone di famiglia, lo capisce solo chi ce li ha avuti”, perché quello che conta non sono le teorie, ma le situazioni specifiche. Il mio cane specifico, per questa famiglia specifica, significa tanto. E poi non bisogna mai giustificare l’amore, quale che sia.

La mamma di Jack era un pastore tedesco, mentre suo padre un husky. Il collega di mia madre che le indicò la cucciolata raccontò che era il frutto di un rapporto clandestino consumatosi in campagna, tra i cani di due famiglie non proprio in buonissimi rapporti. Due star cross’d lovers, per dirla con Shakespeare. Così i cuccioli non li voleva nessuno. Quando mia madre andò a vederli rimase subito colpita dall’unico dei quattro col pelo arruffato, che arrivava sempre in ritardo alla ciotola del latte, restando puntualmente digiuno. Un ultimo della cucciolata da manuale. Era appena uscito Titanic al cinema quando lo prendemmo e tutti pensarono che l’avessimo chiamato Jack per via del nome del protagonista. In realtà si chiama Jack perché era nero, bianco ed ambrato, come la bottiglia del Jack Daniel’s che il contadino teneva su una mensola. Non è una scelta originalissima, ma gli è calzata subito addosso.

Jack giovane

Ben presto Jack si è guadagnato il suo primo soprannome: cane bionico da 6 milioni di dollari, dato che abbiamo dovuto operarlo ad entrambe le zampe posteriori per via della displasia dell’anca, altrimenti le avrebbe avute a X, “alla Alba Parietti”, come mia madre disse al tempo. Lo portammo in una super-clinica qui a Roma, ignari che un giorno ci saremmo tornati per viverci, io e lui. Jack è sempre stato un cane sui generis, sia nelle peripezie che negli atteggiamenti. Ad esempio è l’unico cane che badi alla linea. Ha sempre lasciato metà del cibo, decidendo lui quando e come mangiarlo ed ha sempre preferito “qualcosa di leggero” (credetemi, sembrava quasi lo dicesse) ai pasti ricchi di sapore. Pensate che è in grado di distinguere un “Fiore d’acqua” (appena 11 calorie) da un qualunque panificato maggiormente calorico. Non invento nulla: a casa lo chiamiamo anche Kate Moss. 

Se non ha mai avuto grande entusiasmo per il cibo, di certo ne ha avuto per alcune liaisons dangereuses. Da piccolo si è fatto pungere da una vespa, il muso gli si è trasformato in meno di 10 minuti in una specie di incudine ed ha rischiato di avere uno shock anafilattico. Una mattina d’estate l’ho trovato a combattere in giardino con quella che poi si è rivelata una vipera; ma soprattutto, un giorno di novembre, da solo in casa, ha scavalcato il cancello – praticamente volando – ed è andato a sfogare i suoi bollenti spiriti nel pollaio della casa colonica poco lontana, uccidendo, a detta della moglie del fattore, dieci galline brutalmente. Da lì, va da sé, è stato facile ribattezzarlo Jack lo squartatore.

Un giorno ha percorso galoppando il lungo corridoio di casa nostra in direzione di mio fratello, che era affacciato al balcone, non accorgendosi che la vetrata della veranda era chiusa e rompendola in mille pezzi con una zampata: esami balistici hanno dimostrato che è stato il colpo netto di un unghia ad aver prodotto il danno. Per fortuna non si è fatto nulla e, dopo l’inziale paura, ha fatto anche il vago, come gli viene ancora benissimo.

cane_Paradise Possible_Le Marche

Ma mi sto facendo prendere la mano. La verità è che vi racconto queste cose (che sono solo alcune) perché Jack è qui davanti e, sebbene ormai fragile e piuttosto lagnoso, mi guarda con faccia da canaglia, consapevole di avere il pieno dominio su tutti noi. E pensando a lui mi rendo conto di quanto sia stata fondamentale la sua presenza per mantenere una certa armonia in casa mia, per riequilibrare le cose, per abituarci all’azione e all’intuito. Il nostro capo Giuliano Gnagnatti sostiene che il criterio che Paradise Possible applica nella selezione di un nuovo paradiso (ad esempio Western Ireland) o di una nuova struttura ricettiva (ad esempio Villa Censi Mancia) è la comprovata armonia tra Natura, Cultura e Società. Ecco, diciamo che nel caso della mia famiglia Jack è stato l’elemento naturale che ha bilanciato la nostra microsocietà, inducendoci a confrontare noi stessi con un modo di comunicare meno sovrastrutturato e più diretto. La stesso suo di quando mi guarda come sta facendo ora, lo stesso a farmi pensare che ogni famiglia dove l’affetto vince è un piccolo paradiso. Ti voglio bene, Jack.

 

The Paradise Trotter

 

Questo post partecipa al concorso:

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In palio 4 soggiorni (3 giorni/2 notti) ne Le Marche. Trovi il regolamento qui.

Ecco la selezione di Itinerari tra i quali scegliere i tuoi 3 preferiti, indicandoceli in un commento al post:

- Itinerario dell’Amore 1

- Itinerario dell’Amore 2

- Itinerario dell’Amore 3

- Itinerario Lorenzo Lotto

- Itinerario Le antichità ne Le Marche

- Itinerario Francesco di Giorgio Martini

 

Buona Fortuna!

© Paradise Possible Communication
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2 comment(s) so far...


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Re: I tanti (sopran)nomi dell’Armonia

Sceglierei: Itinerario dell'Amore 1 perche' sembra TROPPO romantico e vorrei seguire i racconti di Nonna Iris!
Itinerario dell'Amore 2 perche' mi tenta l'idea di assaggiare dei buoni vini
E Intinerario Lorenzo Lotto, perche' potrei andare vedere un mio amico calciatore ad Ancona!

By Gemma on   04/01/2012
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Re: I tanti (sopran)nomi dell’Armonia

Mi piace la vostra modestia nella comunicazione dei vostri servizi e forse è per questo che siete così visibili in rete facendo trovare direttamente tutti i dettagli degli agriturismi. Preferisco prenotare attraverso di voi se mi confermate lo sconto del 10% che avete scrtto sul Magazine delle vacanze. Vi ho già inviato una mail per la vacanza di aprile dal 15 al 22 a Fermo. Giuseppina Sotonti

By g.sotonti@gmail.com on   04/02/2012

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