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dic 22

22/12/2011  RssIcon

[Quando le parole dell'Altro sono anche le tue la mèta è raggiunta.]

"È nei viaggi che ho conosciuto la persuasione libera e appagata che ogni viaggiatore insegue con autodistruttivo e vano accanimento.
  

La persuasione come il possesso presente della propria vita, la capacità di vivere l’attimo, ogni attimo e non solo quelli privilegiati ed eccezionali, senza sacrificarlo al futuro, senza annientarlo nei progetti e nei programmi, senza considerarlo semplicemente un momento da far passare presto per raggiungere qualcosa d’altro.
  

Quando viaggiavo vivevo immerso nel presente, in quella sospensione del tempo che si verifica quando ci si abbandona al suo correre lieve a ciò che reca la vita, come una bottiglia aperta sott’acqua e riempita del fluire delle cose, diceva Goethe viaggiando in Italia.
  

In un viaggio vissuto in tal modo i luoghi diventano tappe e dimore del cammino della vita, soste fugaci e radici che inducono a sentirsi a casa nel mondo.

Vivere, viaggiare, scrivere.

Forse oggi il narrare e lo scrivere è più autentico attraverso la presa diretta dei fatti , delle cose, di quelle trasformazioni folli e vertiginose che impediscono di cogliere il mondo nella sua totalità e di offrirne una sintesi, consentendo al poeta di afferrarne, come un reporter nel caos della battaglia, solo dei frammenti.
  

Ci sono luoghi che affascinano perché sembrano radicalmente diversi e altri che incantano perché già la prima volta, risultano familiari, quasi un luogo natio.

Conoscere è spesso platonicamente, riconoscere,  l’emergere di qualcosa magari ignorato sino a quell’attimo ma accolto come proprio. Per vedere un luogo occorre rivederlo.

Il noto e il familiare, continuamente riscoperti e arricchiti, sono la premessa dell’incontro, della seduzione e dell’avventura; la ventesima o centesima volta in cui si parla con un amico sono più infinitamente intense della prima. 

Ciò vale pure per i luoghi. Il viaggio più affascinante è un ritorno, è un’odissea, e i luoghi del percorso consueto, i microcosmi quotidiani attraversati da tanti anni, sono una sfida ulissiaca.

Perché cavalcate per queste terre?’ chiede nella famosa ballata di Rilke l’alfiere al marchese che procede al suo fianco. ‘Per ritornare’
risponde l’altro.”

 

Il testo è tratto da L'infinito viaggiare di Claudio Magris

© Paradise Possible Communication
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