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25/01/2011  RssIcon

Maggie_intervista

Una vecchia storiella popolare delle mie parti racconta le vicende di un anziano signore che, messo davanti alle tante avversità della vita, era solito ridimensionarne la gravità con una espressione tanto concisa quanto significativa: “Non è bene e non è male”. Secondo la morale dell’aneddoto infatti, nella vita non esistono mai avvenimenti del tutto negativi, dal momento che ciascuno di essi, in fondo, nasconde sempre qualche imprevedibile risorsa per il futuro. Servono solo un po’ di coraggio e ottimismo.

La storia di Maggie Brew, hair stylist di moda e televisione tra le più quotate e frenetiche nella Londra di fine millennio, è un esempio di questa straordinaria lungimiranza. Arrivata in Italia 15 anni fa per una vacanza estiva nella supersponsorizzata campagna toscana, ebbe l’immediata sensazione che la sua anima si stesse lentamente avvicinando, nel tempo e nello spazio, al suo ‘angolo perfetto’, come un rabdomante che sente lentamente approssimarsi il miracolo dell’acqua.

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Si trattava solo di aspettare. Cinque anni dopo, mentre probabilmente era intenta a pettinare uno dei tanti modelli di Vogue che sono passati sotto le sue forbici, una cliente che la conosceva bene, le poggiò tra le mani una copia “of The Guardian or The Daily Telegraph, I can’t remember”, nella quale era contenuto un interessante articolo riguardante un Brand territoriale chiamato Paradise Possible, che promuoveva una sconosciuta regione d’Italia, Le Marche, nel Regno Unito. Dalle immagini sembrava un posto bellissimo, intatto e, come tutte le cose sconosciute e soprendenti, pieno di possibilità.

A dispetto del suo corpicino esile ed elegante, Maggie, ve lo posso garantire, non ha proprio l’aria di una che si lasci spaventare dall’esistenza: per anni ha rimbalzato da uno studio televisivo all’altro, da un set fotografico all’altro, senza stancarsi mai, senza mostrare segni di cedimento di fronte ad una vita che non le somigliava. Perché avrebbe dovuto, proprio in quel momento in cui il suo destino le stava tendendo la mano, lasciarsi frenare da stupide indecisioni? È stata proprio lei a dirmelo: “Everybody must do what they feel. We always have to risk, for our own happiness”.

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Così, armata del coraggio onesto che traspare dai suoi occhi azzurrissimi, incaricò suo figlio (che ora fa l’insegnante in Cina: lo spirito di avventura è affare di famiglia) di dare un’occhiata al sito di Paradise Possible e farle avere delle foto di alcune delle properties lì sponsorizzate, in modo che potesse verificare se ce n’era qualcuna adatta a lei. In realtà, come capirete, la sua casa la stava già aspettando, pronta per essere trovata: tra le varie immagini di ruderi, Maggie fu infatti incredibilmente colpita da un casolare col tetto sfondato, arrampicato su un declivio ed affacciato su una valle sconfinata, immerso in un silenzioso verde, un casolare che la attraeva “like a magnet”. Con quella certezza irrazionale che si prova poche volte nella vita, dieci anni fa Maggie seppe subito che quella sarebbe stata la sua casa. Che quella era la sua casa, lo era sempre stata. Corse in Italia, affittò per due settimane una casa al Trasimeno (questo vi dimostra quanto poco siano conosciute Le Marche), e si affrettò a ‘fare la conoscenza’ della sua futura dimora. Il nostro Editor, Grazia Grazi, provò a proporle altre abitazioni, ma non ci fu nulla da fare: il casolare di Vallemontagnana era l’unico che Maggie volesse. Lo comprò senza pensarci, investendo i suoi risparmi per reinventare la sua vita. Per nove anni, ogni mese, per due giorni, scese a Fabriano per seguire la costruzione del suo sogno, mattone dopo mattone. Con pazienza e soprattutto speranza. Non mancarono i giorni di sconforto: la ristrutturazione di una casa che non aveva immaginato essere così grande si faceva ogni giorno più costosa, più di una volta Maggie pensò “What am I doing?”. Un pomeriggio, con il portafogli vuoto, avendo già venduto la sua casa londinese, lavorando 6 giorni alla settimana per 20 ore, ma soprattutto non avendo da tre anni altro posto dove dormire che il pavimento del suo negozio, si avventurò a piedi sul monte che sovrasta il casolare. Arrivata in cima, sconfortata, si sedette a terra e chiuse gli occhi, convinta di non farcela. Ma quando li riaprì, proprio di fronte a lei, a pochi metri di distanza trovò una poderosa aquila reale che, con le enormi ali spiegate a proteggere i suoi piccoli, la stava fissando. L’aquila e gli aquilotti si levarono in volo e cominciarono a volteggiare in cerchio sopra la sua testa. Maggie, dapprima spaventata, sentì che quello era un segno e che doveva tenere duro. E così, racconta Maggie, ogni volta che ebbe un momento di incertezza, la coppia di aquile che abita i cieli di Vallemontagnana tornò a trovarla “like a force pushing me”.

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Oggi, Maggie e la sua gattina nera Delilah possono dirsi finalmente felici padrone di una dimora che più di ogni altra sembra affacciarsi, oltre che su uno splendido tramonto montano, anche sul futuro. Maggie è inoltre convinta che il monte su cui sorge la casa, il quale sotto il terreno na­sconde immense grotte (come tutto il territorio della zona, pensate alle vicine Grotte di Frasassi) emani una sorta di energia positiva, e mi ha raccontato che chi viene a trascorrere le vacanze presso la struttura, che è diventata da un anno e mezzo un B&B, arriva segnato dalla stanchezza, teso e si risveglia l’indomani luminosamente rinfrancato. Aggiunge anche che persino in inverno, specialmente durante le feste, quando le capita di provare un po’ di nostalgia per i cari (“not for London!”) e di chiedersi se abbia fatto la scelta giusta, le basta guardarsi intorno per rigenerare il suo ottimismo in un ambiente che le somiglia, in cui si riconosce e che le ricorda quanto il giorno dell’acquisto di quel rudere ‘magnetico’ sia stato “the happiest day of her life”.

 

The Paradise Trotter

© Paradise Possible Communication
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9 comment(s) so far...


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Re: Il sogno di Maggie

Stupendo!

By A. on   26/01/2011
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Re: Il sogno di Maggie

Che bella la storia di Maggie! mi piacerebbe conoscerla!

By Enne on   01/02/2011
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Re: Il sogno di Maggie

Sarebbe bellissimo venirvi a trovare, e conoscere Maggie!! E anche il gatto delilah!! :) speriamo di vincere! grazie per l'opportunità!
m

By melania on   03/02/2011
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Re: Il sogno di Maggie

è da un po' di tempo che le Marche ricorrono nei miei, nei nostri pensieri...che sia la volta buona?

By Silvia on   03/02/2011
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Re: Il sogno di Maggie

anche i miei cugini dal belgio si sono innamorati di una casa vicino camerino e la stanno ristrutturando, le marche sono una regione splendida!! (detto da una "toscana")
vorrei trovarci anche io la MIA casa!!
evelyne

By evelyne on   03/02/2011
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Re: Il sogno di Maggie

I was delighted with the interview with Francesco for the Real Lives section of Paradise Possible and very happy to read the comments.
It has been an amazing life change for me, one which I have no regrets and I remember often the Magnetic Photo of the ruined house that I first saw 10 years ago and glad I followed my intuition and took the risk.
Thankyou Paradise Possible!

By Maggie Brew on   10/02/2011
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Re: Il sogno di Maggie

che storia fantastica.
capisco davvero la sensazione di magnetismo per un luogo che ha sperimentato Maggie.

bello sognare ancora di più quando vedi che i sogni diventano realtà.

By Se on   23/02/2011
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Re: Il sogno di Maggie

I sogni si costruiscono, mattone dopo mattone, quasi a voler riempire di sostanza pesante l'impalpabile desiderio che un giorno fortunato ha attraversato gli occhi, chiusi o aperti che fossero.
Sembra un paradosso che la decisione, la testardaggine della volontà, possa essere uno dei più bei regali alle sensazioni profonde, a ciò che il cuore ci chiede sottovoce.

By Andrea on   18/03/2011
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