LE MARCHE

Le Marche Country Homes

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mar 7

07/03/2011  RssIcon

JaneIan

Se c’è una cosa che mi piace nella gente, sono le contraddizioni. Quando una persona che credevi corrispondesse perfettamente ad un tipo specifico, già visto, ti stupisce: e rivela un interesse inaspettato, una capacità nuova, un tesoro nascosto ai tuoi occhi e a quelli di chi, come te, a volte dimentica che bisogna guardare da vicino le cose, reinventando ogni giorno la nostra opinione su di esse. I protagonisti della nostra storia devono aver fatto questo effetto ai loro vicini quando, dieci anni fa, hanno deciso di reinventare la propria vita in Italia, nelle Marche.

Jane e Ian vengono nientemeno che dalla Nuova Zelanda e sono una bella coppia, che pare reggersi in equilibrio perfetto, perché ciascuno rinuncia a qualcosa di sé per fare spazio all’altro. Prima di essere gli accoglienti proprietari del B&B Il Cantinone, dove abitano, erano due business analyst, conosciutisi al lavoro, trent’anni fa. Sì, avete capito bene. Non avevano mai pensato di diventare albergatori, si occupavano di banche e trasporti. Se avete dato un’occhiata alla definizione che di business analyst dà Wikipedia, capirete che non c’è nulla di più lontano dall’accogliere persone nella propria dimora. Eppure loro l’hanno fatto, con entusiasmo, con un meraviglioso senso di possibilità. Hanno vissuto per vent’anni a Londra, dove hanno curato i loro affari senza risparmiarsi e poi, ad un tratto, hanno deciso che era ora di cambiare e si sono comprati quello che al tempo era un immenso rudere crollato per metà, senza soffitto né pavimento.

Anche Ian e Jane, come Maggie, prima di arrivare nel nostro paradiso possibile, avevano pensato alla Toscana e all’Umbria, la cui fama, al tempo, era ad alcune distanze da quella della nostra regione. Per fortuna, un’agenzia illuminata gli ha poi raccomandato Le Marche, adducendo ragioni concrete, che a due business analyst non potevano certo passare inosservate (e che restano assolutamente valide oggi):

- Le Marche sono convenienti

- Le Marche non sono corrotte dal turismo

- Le Marche sono il luogo ideale per aprire un’attività

JaneMe

In realtà c’era molto di più, noi lo sappiamo e Jane e Ian l’hanno scoperto subito. Mentre Jane dimostrava di essere una che impara in fretta, servendoci un caffè assolutamente italiano, ci ha raccontato che si sono sentiti subito accolti, e che dopo vent’anni di Londra, gli sembrava di essere tornati a casa, in Nuova Zelanda. Ad ogni angolo scoprivano una nuova collina e con lo sguardo potevano seguire le curve del panorama senza timore di imbattersi nel grigiore di cemento di qualche centro urbano distrutto da un’edilizia selvaggia. E poi la gente, la gente: Le Marche avevano il pregio di non essere affollate e questo dava valore agli incontri, perché tutti si dimostravano amichevoli, desiderosi di comunicare, senza affanno e con generosità. Non c’era distanza tra le persone, proprio come in Nuova Zelanda. E così Jane e Ian non hanno avuto difficoltà a farsi degli amici.

Ci hanno messo un po’ a trovare Il Cantinone, perché, da bravi business analyst, la ricerca l’hanno fatta con criterio. Sapevano ciò che volevano e la fortuna gli ha offerto anche la via per ottenerlo: hanno trovato Paradise Possible in rete e, pur avendo consultato altre agenzie, hanno visto solo le case che gli proponeva la nostra Editor Grazia. “We were very lucky to meet her, Paradise Possible had the type of houses we were looking for!”, ci hanno detto. Del resto, c’è sempre una predestinazione nelle cose, come se fosse necessario che accadano. Sia Grazia che Jane raccontano il loro primo incontro quasi fosse l’inizio di un romanzo o di un film che sei certo ti emozionerà. Grazia ricorda che era seduta sulle scalette di ingresso del rudere, in attesa, quando è arrivata la macchina di Ian e Jane è scesa entusiasta, come folgorata dalla visione del Cantinone: “It was like a promise, I immediatly felt that house had the possibilities to lead us to what we wanted to build!”, ci ha detto la donna, illuminata dallo stesso radioso sorriso di quel giorno e che Grazia ricorda ancora.

Il percorso verso la nuova vita era iniziato. E Jane cominciava a capire il segreto per rendere felice questa scelta: conoscere il territorio, appropriarsi delle sue caratteristiche, dei tesori e anche dei misteri. Non a caso il passo successivo la donna ce l’ha descritto con una certa fierezza: la coppia, tornata a Londra, ha invitato a cena Giuliano, il nostro presidente, e per accompagnare gli ultimi dettagli dell’accordo ha pensato bene di fargli trovare un piatto pieno… di bruschetta! L’incontro con Giuliano di fronte a quel cibo semplice e saporito, che parla di usanze e condivisione, ha confermato ai due che avevano fatto la scelta giusta. Con l’aiuto di un geometra locale hanno pianificato subito tutti i lavori: la struttura originale del Cantinone sembrava robusta, come era robusto il loro sogno. Ci è voluto un anno e mezzo per ultimare i lavori.

JaneElephants

Doveva essere solo una casa di vacanza, all’inizio. Il progetto di ritirarsi nelle Marche e aprire un B&B era lontano, come un germoglio che è uscito dal seme, ma non si è ancora affacciato al sole, fuori dalla terra. Ma è la vita a decidere i tempi delle nostre azioni, lasciandoci la possibilità di trasformarle in opportunità. Qualche tempo dopo infatti Ian ha avuto un piccolo problema di salute che lo ha costretto a smettere di lavorare. I due coniugi avrebbero potuto perdersi d’animo o semplicemente riconsiderare l’idea di avere una seconda casa così distante e che necessitava ancora di molte cure… e invece, senza perdere il sorriso e dando prova della loro prolungata militanza nei meandri del problem solving, si sono guardati negli occhi e si sono detti: “we have a lovely house in Italy, why don’t we move sooner?”. E così hanno cambiato la loro vita, con la semplicità con cui si fanno le scelte giuste.

Dovete sapere che Jane ha una collezione sconfinata di elefantini, conservati dentro alcune teche che Ian ha costruito per lei: ce ne sono di tutte le fogge e provenienze. A noi piace pensare che l’elefante più bello sia la loro stessa immensa casa, che si è lasciata trovare da loro ed è il simbolo più potente, perché non gli ricorda solo un posto qualunque, ma quel posto dove i sogni si realizzano: il loro paradiso possibile.

 

The Paradise Trotter

© Paradise Possible Communication
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9 comment(s) so far...


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Re: Il sogno di Jane e Ian

la sferzante logica dell'andare a meta, e il perfetto sincronismo degli incontri nella vita.

By f. on   07/03/2011
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Re: Il sogno di Jane e Ian

Beati Jane e Ian,
anche io vorrei fare una scelta così ardita e soprattutto... azzeccata!!
vi farò sapere...

By Ombry on   08/03/2011
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Re: Il sogno di Jane e Ian

Quando le persone possono portare "a mèta" i propri sogni sono sempre una speranza in più per un mondo migliore. E' quello che dico sempre ai miei ragazzi e ragazze. Good luck! Mi piacerebbe prenotare al Cantinone di Jane & Jan. Potete consigliarmi come fare?Ciao.

By lucilla morlacchi on   09/03/2011
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Re: Il sogno di Jane e Ian

Rileggendo ancora una volta desidero far sapere che è una meraviglia raccontare con la penna di chi ascolta la realtà dei sogni realizzati delle persone più fortunate. Aiuta molto. Ad majora.

By lucilla morlacchi on   09/03/2011
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Re: Il sogno di Jane e Ian

meraviglioso esempio che sprona a continuare a sognare.
Grazie.

By cricri on   14/03/2011
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Re: Il sogno di Jane e Ian

sogno o son desta? è bellissima questa storia!
ci leggo un gran bel coraggio, tanto entusiasmo e una certa tendenza ai colpi di testa... ma anche una scelta che prima o poi anche io realizzerò nel mio piccolo!
buon cammino a loro... sperando prima o poi che i nostri sentieri si incrocino!
eve

By evelyne on   15/03/2011
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Re: Il sogno di Jane e Ian

ps e nel caso porterò con me un elefantino... ;-)

By evelyne on   15/03/2011
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Re: Il sogno di Jane e Ian

scorrendo di riga in riga cresce quel sentimento che ti stimola a fare, anche tu. ad un agire, molto spesso non facile che ti porti alla serenità. é quello che hanno fatto jane e ian. bella lezione di ottimismo vista attraverso occhi che poi l'hanno saputa raccontare.

By ankairos on   16/03/2011
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Re: Il sogno di Jane e Ian

Endrigo cantava così:

Era una casa molto carina
senza soffitto, senza cucina;
non si poteva entrarci dentro
perché non c'era il pavimento..

ma era bella bella davvero quella casa, e aveva una sua voce, con cui parlava a chi voleva starla ad ascoltare.
C'è stato chi ha reso possibile questo dialogo silenzioso.. e soffitto e cucina sono arrivati, poco dopo il pavimento e le porte, che si sono aperte per chiunque voglia entrarci: un paradiso quando diventa vero.

By Andrea on   18/03/2011

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